Tappa 4 – Pescia / Serravalle Pistoiese

Tappa 4 – Pescia / Serravalle Pistoiese

Tappa 4 – Pescia / Serravalle Pistoiese

km 18,9
dislivello salita m 520
dislivello discesa m 405

PRIMA SEMITAPPA – Da Pescia a Montecatini Terme – km 10,1

Navighiamo su e giù, tra boschi e oliveti, per gli antichi borghi che dominano la parte orientale della piana lucchese sino a scendere all’area termale di Montecatini
Pescia

Da Piazza Mazzini (km 0,0) raggiungiamo il ponte che scavalca il fiume Pescia e passiamo sull’alto lato della città proseguendo poi a destra sino a raggiungere il Duomo di Santa Maria Assunta.   Proseguendo ancora sulla lunga e rettilinea via Giusti usciamo dall’area dell’antico borgo attraverso la porta Fiorentina.  Appena oltre prendiamo a sinistra l’antica via Fiorentina che, al suo termine, diventa un largo selciato di epoca medioevale, l’antica via Mulattiera per Uzzano.  La salita è davvero impegnativa e ci porta rapidamente a guadagnare quota terminando su una strada asfaltata.  Proseguiamo a destra salendo leggermente per circa 200 metri sino a che notiamo una stradina che sale a sinistra fiancheggiata da un guardrail.   La prendiamo passando un ponticello e poi scorrendo tra villette: la pendenza aumenta quando ritroviamo l’asfalto: 100 metri dopo prendiamo a destra una via selciata che sale ripida fino a raggiungere il borgo di Uzzano (km 1,9).   Entriamo attraverso la Porta Nuova, saliamo sino a raggiungere la strada che attraversa il borgo e la seguiamo a destra uscendo da Porta delle Pille.
Ci troviamo su un largo piazzale: trascuriamo la strada che sale a sinistra e quella a destra che scende.   Prendiamo invece quella che sale davanti a noi a tagliare la collina (Via della Fonte di Maggino): la pendenza non è eccessiva e raggiungiamo in scioltezza il punto più alto della tappa (m 278).   Qui notiamo una stradina che si stacca a destra in discesa e presto diventa sentiero, con fondo a tratti sconnesso e ripido.   Costeggiamo un muro che ci porta su una strada asfaltata: sopra di noi la chiesa di San Bartolomeo in località La Costa.   Attraversiamo la strada e riprendiamo a scendere su sentiero nel bosco che ci porta ad uno sterrato che, con piacevole percorso fra gli ulivi, ci accompagna sino alla parte alta del borgo di Stignano (km 4,6).
Scendiamo su via Puccini sino a pochi metri prima della porta di uscita.  Qui troviamo una serie di cartelli che ci guidano su un percorso alternativo che evita una frana presente sul cammino dal maggio 2021.   Seguendo le indicazioni arriviamo sino in fondo alla valletta risalendo sino a riprendere il percorso originale all’altezza di un antico ponte medioevale a schiena d’asino detto “il Ponticino”.   Più avanti incontriamo un antico molino e, subito dopo, prendiamo a destra un pista che sale ripida, prima nel bosco e poi fra gli olivi, fino a raggiungere le prime case di Buggiano Castello (km 5,8).  Risaliamo faticosamente le strade del borgo sino ad arrivare alla sommità ove troviamo la chiesa della Madonna della Salute e San Nicolao.   E’ un ottimo posto per riposarci, viste anche le energie spese per arrivare!

Buggiano Castello

Retrocediamo un poco e attraversiamo la centrale piazza sulla quale si affaccia il palazzo pretorio la cui facciata è ornata di molti stemmi (peccato che le auto parcheggiate rompano l’incantesimo!).   Dal fondo della piazza scendiamo attraverso le case del borgo uscendo attraverso la solitaria Porta di San Martino.   Attraversiamo la strada provinciale scendendo su via Gavine; passiamo una recente urbanizzazione di villette sino a raggiungere il fondovalle incrociando Via Falciano.

[VARIANTE PER CHIUSURA TEMPORANEA VILLA ANKURI.  Per problemi legati alla pandemia l’attraversamento del parco di Villa Ankuri è temporaneamente interdetto.  Dobbiamo quindi seguire a destra i cartelli che ci conducono sino alla trafficata Via Lucchese che seguiremo a sinistra sino a ritrovare il percorso originario all’altezza della grande rotonda di Margine Coperta.]

Al termine voltiamo a sinistra su via Falciano: dopo 250 metri ad un incrocio con un cipresso al centro voltiamo a destra su via Gamberaio.  Al termine del primo rettilineo entriamo a destra nel parco di Villa Ankuri (proprietà della USL 3 di Pistoia).  Passiamo al margine di un bosco e usciamo dal parco raggiungendo la via pubblica.   Imbocchiamo via Giuseppe Verdi e la seguiamo sino al suo termine proseguendo poi sulla destra su via Vangile che ci porta ad una grande rotonda (loc. Margine Coperta).   Ormai è iniziata la vasta area urbanizzata di Montecatini che lasceremo dopo Pieve a Nievole, già in vista di Serravalle.
Pieghiamo a sinistra e seguiamo via Primo Maggio, poi via Lucchese, poi Corso Roma che con percorso rettilineo ci portano nel centro di Montecatini (km 10,1) nella centrale Piazza del Popolo, isola pedonale.

SECONDA SEMITAPPA – Da Montecatini Terme a Serravalle Pistoiese – km 8,8

Abbandoniamo la pianura e risaliamo la valle che ci porta a Serravalle, arroccata sul colle che divide la piana di Lucca da quella di Pistoia

dopo Pieve a Nievole

Percorriamo in tutta la sua lunghezza via Giuseppe Verdi.  Arrivati ad un parco alberato giriamo a destra e ci portiamo su Viale Bicchierai.  Lo percorriamo a destra e dopo 50 metri entriamo a sinistra ad attraversare i chioschi di un mercato.   Al termine giriamo a destra su via della Salute e, dopo 300 metri, giriamo a sinistra su via Montebello che percorriamo sino al termine, in Via San Marco.  Pieghiamo un poco a destra ed entriamo a sinistra ad attraversare sino al suo termine un parcheggio con alberi.   Passato quello continuiamo nella stessa direzione su via Montebello (sempre quella!) sino al suo termine.   Ci troviamo di fronte ad un prato: lo attraversiamo sul lato destro fino a raggiungere via Dalmazia.  Di qui a sinistra per 50 metri e poi a destra fino ad attraversare via Fanciullacci per scorrere poi lungo via dei Pini.  Il tessuto urbano non è variato: però siamo passati dal Comune di Montecatini a quello di Pieve a Nievole.

Villa salendo a Serravalle

Camminiamo dunque fino al termine di via dei Pini; poi pieghiamo a destra sino ad arrivare in Corso Matteotti, strada di grande comunicazione.   Ci teniamo sul lato sinistro e, dopo meno di 100 metri, saliamo a sinistra su una rampetta che ci porta alla piazzetta XX Settembre.  Imbocchiamo lo stretto vicolo a sinistra e giriamo attorno all’isolato arrivando di fronte alla pieve di San Pietro.   Girando ancora a destra ci ritroviamo su corso Matteotti.   Pochi metri a sinistra troviamo piazza XXVII Aprile, centro di Pieve a Nievole (km 13,2).    La attraversiamo per trovare via Corrado Bonamici: attraversiamo la ferrovia, regolata da un passaggio a livello, ed arriviamo sulla strada statale Francesca.   Arriviamo al ponte sul torrente Nievole e, sull’altro lato, lasciamo finalmente traffico e rumori per camminare sul tranquillo e piacevole argine. [attenzione: nel caso l’argine non fosse praticabile per l’erba troppo alta occorre scendere sulla sottostante via Fonda e seguirla sino al termine, proseguendo poi per via Ribocco: al fondo ritroveremo il percorso lasciato].

Il percorso sull’argine termina sulla statale 436: la seguiamo a destra sino ad arrivare al terrapieno sul quale scorre l’autostrada Firenze/Pisa.   Prima di imboccare il sottopassaggio giriamo a sinistra e camminiamo lungo via del Poggetto, che diventa presto sterrata, costeggiando il terrapieno.  L’autostrada ci farà compagnia sin quasi a Serravalle e la attraverseremo più volte.   Arriviamo dritti sino ad un “poggetto” (che dà nome alla via) e arriviamo alla sommità con una breve salita nel bosco.  Qui utilizziamo una passerella per passare oltre l’autostrada.  Giriamo a sinistra su stradina asfaltata che corre, con leggerissime ondulazioni, parallela all’autostrada per quasi 600 metri per poi passare sull’altro lato con un sottopassaggio.  Oltrepassiamo un borghetto e poco dopo abbandoniamo la stradina per salire a destra su via Perticaia che ci porta a salire alla Magione, antico ospitale ora ristorante.  Sopra di noi l’autogrill di Serravalle.
Saliamo ancora e, in un tratto di soli 200 metri, passiamo due volte sotto l’autostrada.

le torri di Serravalle

Segue un tratto con panorama sulla piccola valle, in mezzo ad olivi.   Via Perticaia termina su via Lucchese, strada provinciale assai trafficata che dobbiamo seguire, con grande attenzione, per 200 metri; dopo un’ampia curva a destra usciamo dalla via Lucchese per imboccare a sinistra una stradina che ci condurrà al borgo di Serravalle.  Attraversiamo un antico borghetto: vediamo un bottaccio di raccolta delle acque utilizzate per alimentare i mulini della zona.   Siamo su via Gabella: il nome ricorda l’antica porta di sbarramento ove si pagava il pedaggio per il transito.   La salita che ci aspetta è impegnativa e ci porta a raggiungere con fatica la base delle tre torri che, fin da lontano, rendono riconoscibile Serravalle (km 18,9).  Il paese, di origine medioevale, è in ottima posizione, pieno di luce, medioevo e aria buona.

i servizi

MONTECATINI TERME
Hotel Palladio
(0,1 km dal cammino) – Via Puglie, 42 – tel. 0572 72509 – info@hotelpalladiomontecatini.com
Hotel Montebello – Via Montebello, 54  – tel. 0572 70076 – sales@hotelmontebello.it

SERRAVALLE PISTOIESE
Accoglienza pellegrina “Dimora il Bucine”
– centro storico – tel.  328.4688200 (Lodovica) – 6 posti, bagno – donativo – INDISPENSABILE PRENOTARE – Bellissima terrazza sulla valle – Attenzione: la pizzeria è chiusa il lunedì e martedì e in paese non esiste una rivendita di alimentari ma solo un bar. Acquistare il necessario prima di salire al borgo!
La Magione Albergo e ristorante – Via Perticaia, 35 (2,1 km prima di Serravalle) – info@lamagione.it – tel. 0573 518066 – 335 7017867 (Maurizio) – Antica magione templare dove è possibile cenare e pernottare

Borgo a Buggiano
Trenitalia – linea Pistoia – Lucca – Pisa
Blubus Copit Pistoia – linea 701 e 703 Pescia Stazione – Montecatini Stazione.

Montecatini T.
Trenitalia – linea Pistoia – Lucca – Pisa
Blubus Copit Pistoia – linea 701 e 703 per Pescia Stazione
Blubus Copit Pistoia – linea 73 per Monsummano.
Taxi – posteggio sulla piazza antistante la stazione ferroviaria.

Monsummano T.
La stazione ferroviaria di Montecatini Terme serve anche l’area di Monsummano T.
Blubus Copit Pistoia – linea 53e linea 63 per Serravalle Pistoiese, Pontelungo e Pistoia
Blubus Copit Pistoia – linea 73 per Montecatini Terme e Pescia

Farmacia: Uzzano, Borgo a Buggiano, Montecatini T., Monsummano T., Serravalle P.
Ospedale: Pistoia

Bar: Uzzano, Buggiano Castello, Borgo a Buggiano, Montecatini T., Monsummano T., Serravalle P.
Ristoranti: Uzzano, Buggiano Castello, Borgo a Buggiano, Montecatini T., Monsummano T., Serravalle P.
Banca: Uzzano, Borgo a Buggiano, Montecatini T., Monsummano T., Serravalle P.
Ufficio Postale: Uzzano, Borgo a Buggiano, Montecatini T., Monsummano T., Serravalle P.
Stazione Ferroviaria: Montecatini centro, Montecatini Terme, Stazione Masotti
Articoli sportivi: Montecatini T.
Alimentari e Supermercato: Uzzano, Borgo a Buggiano, Montecatini T., Monsummano T., Serravalle P.
Servizio di assistenza meccanica alle biciclette: Montecatini Terme, Pieve a Nievole

i luoghi

Siamo nel cuore della Toscana, in una posizione strategica che nei tempi ha permesso il controllo della sottostante pianura; qui, nella parte nord occidentale della Valdinievole su un piccolo colle sorge il borgo medievale di Uzzano Castello. Il borgo, abbarbicato sulla collina ricoperta di ulivi, grazie ad una suggestiva illuminazione mostra anche di notte il suo fascino antico, con un impianto urbanistico a triangolo, il cui vertice è segnato dall’area dell’antica Rocca. Diversi luoghi sacri e palazzi raccontano la sua storia: l’Oratorio di Sant’Antonio da Padova ,l’Oratorio della Madonna del Canale, il Palazzo del Capitano del Popolo e l’antica chiesa dei Santi Jacopo e Martino e l’Oratorio della Misericordia da cui si domina l’intera vallata. Il castello sembra risalire al periodo longobardo. In quest’area, favorita dal tracciato della Via Cassia-Clodia, sorsero diversi  luoghi di sosta e ricovero per viandanti e pellegrini che nel Medioevo si fecero numerosi lungo la vicina Via Francigena. Il nostro sentiero conduce fuori dal borgo , e dopo circa un paio di chilometri, arriviamo alla Costa di Uzzano dove troviamo una bella chiesa in stile romanico dedicata ai Santi Bartolomeo e Silvestro ed uno stupefacente belvedere.
La frazione di Sant’Allucio vide la fondazione del primo ospizio gratuito per pellegrini e forestieri aperto sulla via Cassia-Clodia. Allucio è oggi Santo patrono di Pescia e le sue spoglie sono conservate nel Duomo.
Per maggiori informazioni: https://it.wikipedia.org/wiki/Sant’Allucio

La piccola frazione ospita una bella pieve, la Chiesa di S. Andrea, risalente al XI secolo, al cui interno, a navata unica, sono conservati affreschi frammentari del XIV secolo, un’acquasantiera in marmo del 1540 e un fonte battesimale, sempre in marmo, datato 1613.
Immersa negli ulivi, Stignano diede i natali, nel 1331, a Coluccio Salutati, uno degli iniziatori dell’ umanesimo, cancelliere del Comune di Firenze. E’ considerato uno dei più importanti uomini di governo tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo. Fu per trent’anni cancelliere della Repubblica di Firenze ove svolse un importantissimo ruolo diplomatico nel frenare le ambizioni del duca di Milano Gian Galeazzo Visconti, intenzionato a creare uno Stato comprendente l’Italia centro-settentrionale. Elaborò la sua dottrina della libertas fiorentina e svolse un importante ruolo nella diffusione dell’umanesimo petrarchesco e boccacciano, divenendone l’esponente più importante della prima generazione degli umanisti. Il duca di Milano G. Visconti affermava di ricevere più danno dalle lettere di Coluccio che dalle armi dei Fiorentini con cui era in guerra o da un esercito di 20.000 soldati.

E’ un borgo medievale abitato da poco più di cento persone che nasconde dietro alle sue mura storie antiche e atmosfere del passato. Si giunge alla piazza Pretorio, in cima alla collina, attraverso i caratteristici vicoli. La meravigliosa facciata punteggiata da emblemi delle varie famiglie che si sono succedute nei secoli segnala il trecentesco Palazzo Pretorio al cui interno si trovano affreschi del XV secolo. Proprio a fianco si incontra la chiesa romanica di San Nicolao risalente all’XI secolo, a tre navate,  con il fonte battesimale e il pulpito. Dal piccolo giardino che si trova dietro alla chiesa si gode un gran panorama sulla valle. Passeggiando lungo i vicoli si intravedono meravigliosi giardini privati, chiamati “segreti”, in cui crescono rigogliosi alberi di agrumi, grazie ad un particolare microclima di cui gode il borgo. Con cadenza biennale si tiene una manifestazione in cui i giardini vengono aperti e mostrati ai visitatori, in una specie di competizione, gli ospiti sono accolti con musica, cibi in tema, ed i profumi dei fiori.

Questa è la valle del torrente Cessana (anticamente detto Standipesce), che attraversa paesaggi di particolare pregio storico ed ambientale: il torrente scorre in una profonda valle caratterizzata da una ricca biodiversità delle rive, con ontani neri, sambuchi, felci, carici, e polmonarie.

Questa cittadina merita tutta l’attenzione ed offre moltissimi spunti di carattere storico, artistico, del costume e della cultura italiana. Nella seconda metà del settecento ha inizio la storia delle sue terme; il Granducato di Toscana era presieduto dal Granduca Pietro Leopoldo che ebbe un ruolo importante nella storia di Montecatini avviando le opere di bonifica nell’area della Valdinievole, fondamentali per lo sviluppo della città che sul finire del XVIII secolo venne strutturata lungo grandi viali alberati che vediamo ancora oggi. All’inizio del novecento acquisì definitivamente il ruolo di località termale di prestigio; con la costruzione dei grandi hotel e di strutture legate allo svago ed al relax. Ai primi del novecento lo stile che va per la maggiore è quello denominato Liberty che, come diremo in seguito, in questa cittadina trova splendide ed eleganti rappresentazioni. Anche se in tempi recenti il turismo termale ha subito un forte ridimensionamento, a Montecatini Terme si trova tutto il necessario per una vacanza divertente e rilassante. Antichi ed eleganti stabilimenti termali, locali, ristoranti e discoteche, shopping per le vie del centro e numerosi eventi che si svolgono durante l’anno, soprattutto nei weekend. A due passi dalla stazione ferroviaria Piazza del Popolo è la principale; da questa ha origine viale Verdi, ampio viale alberato, lungo il quale si allineano i principali monumenti ed i centri termali di Montecatini.

Terme Tettuccio – di Alexmar983 – opera propria, CC BY-SA 4.0, wikimedia.org

Come spesso succede le località di soggiorno sono state, nel tempo, meta di personaggi celebri: musicisti, artisti e attori. Montecatini ha voluto ricordarli realizzando, da piazza del Popolo fino al Tettuccio, un percorso simile alla strada di Hollywood con le famose stelle incastonate sugli ampi marciapiedi, qui denominata ‘Passi di gloria’. Si passeggia curiosando tra le borchie poste a raso sui marciapiedi, che portano inciso il nome del personaggio e l’anno in cui è stato ospite di Montecatini. Apre la sfilata il Granduca Leopoldo, che viene poi seguito da un numero impressionante di personaggi famosi.

Montecatini Contemporary Art – MO.C.A. – Il Palazzo Comunale trova posto nella Palazzina Regia che risale al 1783. All’interno della struttura ha sede il Museo di arte contemporanea di Montecatini denominato MO.C.A. (Montecatini Contemporary Art) inaugurato nel 2012. Raccoglie opere di artisti di fama mondiale come Pietro Annigoni e Joan Mirò nell’ambito della sua collezione permanente ed è spesso sede di mostre temporanee tematiche.

Il Liberty a Montecatini – chiamato Art Nouveau in Francia e Modern Style in Inghilterra, questo stile floreale con le tipiche linee sinuose ed i molteplici motivi ornamentali naturalistici, in Italia venne chiamato stile Liberty. Galileo Chini, maestro dell’Art Nouveau in Italia caratterizzò la cittadina termale trasformandola in un vero museo di questo stile di arte. Il centro di Montecatini appare come una galleria d’arte a cielo aperto. Partendo da Viale Verdi e piazza del Popolo, risalendo verso nord si incontrano i portici del Gambrinus, il Politeama (oggi cinema Imperiale), il palazzo comunale e poi salendo intorno al Parco delle Terme con il cinema e l’ex casinò Excelsior, le Tamerici, la Torretta fino al Tettuccio. Fuori dal viale principale, altre opere strettamente legate al Liberty sono il Kursaal (restaurato nel 1995) ed il lussuoso Grand Hotel La Pace.

Montecatini Alto – questa è la parte antica ed originaria del borgo, centro storico di gran fascino con le  piccole vie, la piazza, la Torre di Ugolino, ultima rimasta delle 25 che costellavano la città e le sue mura prima della distruzione del 1554, la Chiesa di San Pietro e la passeggiata che circonda tutto il paese, dalla quale si può godere dello splendido panorama sulla Valdinevole.

Per maggiori informazioni: https://it.wikipedia.org/wiki/Montecatini_Terme

foto di Sailko, CC BY 2.5, wikimedia.org

Questo tranquillo borgo termale può essere considerato in tre aree distinte: le colline del Montalbano, la pianura in gran parte urbanizzata e la zona umida del Padule di Fucecchio, riserva naturalistica importante per la ricchezza della flora e della fauna. La cittadina è stata a lungo uno dei più importanti distretti calzaturieri italiani (dagli anni venti del Novecento); subì un flusso emigratorio con l’avvento del fascismo e poi fu luogo di immigrazione negli anni 1951-1961, grazie all’attrazione del settore calzaturiero. Tra le famiglie che emigrarono vi fu quella del celebre cantante francese Yves Montand.
Nota per le fonti termali, alimentate da calde acque utilizzate per bagni benefici e rilassanti. La grotta Giusti, il luogo più celebre, è una galleria sotterranea custodita in un parco secolare.
Il Santuario dedicato alla Madonna della Fontenuova è opera voluta dai Medici, in particolare dal Granduca Ferdinando I. Leggenda vuole che una giovane pastorella fu aiutata dalla Vergine a ritrovare il gregge perduto. Numerose furono le altre apparizioni che seguirono e che suscitarono l’interesse di molti devoti. Per accogliere i devoti che si recavano in cammino devozionale al santuario, i Medici fecero costruire, nella piazza principale del centro storico, l’Osteria dei Pellegrini, che ora è diventato sede del Museo della Città e del Territorio, e raccoglie testimonianze sulla Valdinievole e sulla bonifica del Padule di Fucecchio. Fu sede delle Carceri e degli uffici giudiziari fino agli anni ottanta del nostro secolo, ed ha accolto al piano terreno la Biblioteca Comunale fin dalla sua fondazione, nel 1970. Al secondo piano è stata conservata integra una cella delle carceri ottocentesche, per preservarne la memoria storica. Altro luogo di rilevante interesse storico ed artistico è l’ottocentesca Villa Martini, sede del Museo di Arte Contemporanea e del Novecento.
Per maggiori informazioni: https://it.wikipedia.org/wiki/Monsummano_Terme

Alle porte di Pistoia, questo borgo è caratterizzato dai resti di due fortezze, ai lati opposti del paese. Una è la Torre del Barbarossa, in pietra calcarea mentre quella contrapposta è la fortezza castrucciana (dal condottiero ghibellino Castruccio Castracani) nota come Rocca Nuova, che ha una particolare forma triangolare con torre esagonale dalla cima della quale la vista è straordinaria. In passato, queste due strutture erano collegate tra loro da un camminamento di guardia che faceva parte della cinta muraria. L’esistenza di una “Porta della gabella” ricorda come il luogo sia stato una antica dogana. Il 19 agosto, si tiene la Festa di San Lodovico, con riti religiosi che culminano con una processione storica e sfide con l’arco tra i Rioni che si contendono il Palio.

lungo il percorso

Fin dal 1399 Pescia si trovava sotto il dominio della Repubblica di Firenze. Quando il Granduca elevò il borgo al rango di città, gli fu dedicata la “porta Fiorentina”, una porto con arco trionfale di accesso alla città, la cui particolarità è che, essendo stata costruita solo per celebrazione, non si trova collegata alle mura, come è normale che sia per una porta di accesso all’urbe. Le cronache segnalano che la porta fu attraversata anche da Napoleone Bonaparte, quando con le sue truppe fu impegnato in queste terre. Risulta anche che, per dare nutrimento ai molti cavalli del suo esercito, dispose lo sradicamento degli alberi di gelso e impose la coltivazione delle barbabietole da zucchero, determinando notevole danno economico a questo territorio.

Poco dopo aver superato la porta Fiorentina, in uscita da Pescia ci troviamo a percorrere la ripidissima mulattiera per Uzzano. Si tratta di un antico percorso in basolato, di singolare bellezza, da tempo abbandonato, la cui cura e pulizia è stata disposta dal Comune di Pescia a seguito della convenzione fra diversi comuni, fra i quali Firenze, Pistoia e Lucca,  per l’esercizio associato di funzioni in materia di valorizzazione e miglioramento della fruibilità dell’itinerario turistico-devozionale denominato “Cammino di San Jacopo in Toscana”.

La storia di questa area termale ha radici antiche ma l’avvio sembra poter essere fissato nel 1417 grazie al medico e studioso Ugolino da Montecatini, padre della moderna idrologia, in un corposo trattato, descrisse le virtù delle acque di Monte Catini. La costruzione del primo stabilimento, chiamato Bagno Regio, viene realizzata nel 1773. Non tutti sanno che l’attuale stabilimento Tettuccio prende il nome da un’antica vasca che era coperta da una piccola tettoia.
Tra l’ottocento e il novecento, la fama delle acque curative raggiunse l’apice.  La cittadina vive un periodo di particolare prosperità e si abbellisce con parchi fioriti e ville, edifici e opere d’arte in stile liberty.
Le fonti sono alimentate da quattro sorgenti che, durante il loro viaggio verso la superficie si arricchiscono dei sali minerali che conferiscono un caratteristico sapore salino; le acque hanno caratteristiche differenti e sono  suddivise in acque forti, medie e deboli:

  • Acqua Leopoldina, (acqua forte) usata per la Cura idropinica, terapia storica delle Terme di Montecatini, basata sull’assunzione in dosi prescritte dal medico; purificante, con azione diretta sulla parete intestinale, e su tutte le patologie legate a un cattivo funzionamento dell’apparato gastroenterico (dispepsia, stipsi, intestino irritabile).
  • Acqua Regina, (acqua media) agisce sul ripristino del flusso biliare, indicata quindi per le disfunzioni delle vie biliari e l’insufficienza epatica.
  • Acqua Tettuccio, (acqua debole) per la depurazione del fegato; ha anche un’azione sulla mucosa gastrica favorendo la digestione.
  • Acqua Rinfresco, (acqua debole) utile alla diuresi è usata anche per la fango-balneoterapia.

A Monsummano l’unico complesso termale è quello di Grotta Giusti, le acque termali di Monsummano sono minerali e saline, caratterizzato dalla presenza di bicarbonato, zolfo, calcio e magnesio, la temperatura alla sorgente è di 35°C. Per le loro particolari proprietà sono impiegate nel trattamento di patologie osteo-muscolari e delle vie respiratorie, utilizzate sia nelle balneoterapie che nelle terapie inalatorie. Una vera oasi di benessere che sfrutta il vapore termale per alleviare problemi respiratori ed anche per donare relax e benessere psico-fisico.

Poco prima della ripida salita verso Serravalle incontriamo l’antico borgo di Gabella Vecchia che ospitava l’ufficio del dazio comunale come si può osservare da alcune antiche iscrizioni poste sulle vecchie case.
Il suggestivo specchio d’ acqua oggi occupato dalle ninfee un tempo alimentava e forniva l’ energia alle ruote idrauliche dei mulini e frantoi e porta il nome di Bottaccio del Frantoio.  Agli abitanti era data facoltà di attingere acqua senza limitazioni, ma solo nel caso non fosse utilizzata dal mugnaio. Il prelievo dell’ acqua fatta confluire alle macine al fine di azionarle era vietato durante la settimana lavorativa, ma consentito dal vespro del sabato all’ ora nona del lunedì successivo, previo permesso del mugnaio. Per l’ intero giorno del lunedì e senza limitazioni era inoltre consentito usare per l’ irrigazione l’ acqua de “La Maggiore”, la gora principale di Serravalle.