Tappa 2 – Valpromaro/Lammari

Tappa 2 – Valpromaro/Lammari

Tappa 2 – Valpromaro / Lammari

km. 24,5
dislivello salita 150
dislivello discesa 240

con variante Piazzano
km. 24,5
dislivello salita 245
dislivello discesa 360

PRIMA SEMITAPPA – Da Valpromaro a Lucca – km 16,3

Lasciamo Valpromaro e abbandoniamo presto la Valfreddana per salire a Piazzano: qui possiamo scegliere tra due percorsi alternativi che si riuniscono a San Macario al Piano.  Ci avviciniamo a Lucca percorrendo la riva del Serchio.

Lasciamo l’ostello di Valpromaro (km 0,0)  proseguendo a destra sino ad uscire dal borgo: prima di immetterci sulla SP1 prendiamo a destra una stradina che scorre ai piedi della collina tra il bosco e campi coltivati sino ad arrivare ad una strada asfaltata, in prossimità della SP1.  Voltiamo decisamente a destra e, alla fine del rettilineo, imbocchiamo una mulattiera nel bosco che segue il fondo di un torrente e risale fino a raggiungere la strada asfaltata all’altezza di un gruppetto di case che precede di poco il bel borgo di Piazzano (km 2,8).

Piazzano

Qui abbiamo due possibilità: seguire il tracciato ufficiale della Via Francigena scendendo sino alla strada asfaltata Fibbialla / San Macario (Via delle Gavine) e percorrendola sino a quest’ultimo borgo oppure seguire il profilo delle colline scendendo alla fine a San Macario.   Il primo percorso è più breve ma meno gradevole e si svolge tutto su asfalto; il secondo è panoramico, molto più gradevole e si svolge quasi esclusivamente su sterrati: la lunghezza è pressoché identica ma presenta un maggiore dislivello di 95 metri.
Percorso ufficiale. Attraversiamo il borgo e seguiamo la strada asfaltata che scende un poco raggiungendo il cimitero.   Qui il vecchio percorso utilizzava un sentiero nel bosco che scendeva rapidamente sino a  via delle Gavine.  Date però le condizioni pessime del fondo il Comune di Lucca ha inteso chiuderne il transito.   Dobbiamo quindi proseguire lungo la strada asfaltata, con traffico molto modesto, che ci porterà a raggiungere il fondovalle immettendosi su via delle Gavine, la strada Fibbialla / San Macario al Piano.   La seguiamo prestando attenzione: solitamente non c’è molto traffico ma non ci sono marciapiedi o banchine pedonali.  Arriviamo ad un incrocio di strade: qui il nostro percorso  si riunisce con quello alternativo. (km 8,4)

Percorso alternativo e panoramico (seguire segni e cartelli giallo/bianchi con pellegrinetto nero). All’inizio del borgo saliamo a sinistra con buona pendenza lungo una stradina in cemento dissestata che presto diventa largo sterrato.  Camminiamo prevalentemente nel bosco ma quando ne usciamo godiamo di ampi panorami sotto di noi Piazzano, più lontano Fibbialla; le colline versiliesi.  Dopo il primo tratto la pendenza si allenta procedendo con brevi saliscendi: incrociamo uno stradello e prendiamo il ramo di sinistra.   Arriviamo infine ad una strada asfaltata: la seguiamo a destra e ci dirigiamo verso Vecoli.   Procediamo in pianura sulla sella della collina arrivando all’altezza di una bella antica villa, la “casa Maria Bianca dei Padri Lateranensi”.  Al termine c’è una cappelletta: dobbiamo lasciare l’asfalto e  imboccare lo stradello disconnesso che sale a raggiungere in breve la splendida Pieve di Vecoli con l’antistante campanile ed il piccolo cimitero.

panorama da Vecoli

Proseguendo passiamo sul retro della pieve dove è ospitata una comunità del CEIS: possiamo trovare acqua da bere.   Oltre il giardino recintato della comunità vediamo un piazzale: dobbiamo piegare a destra e aprire, se lo troviamo chiuso, un cancello di legno [facciamolo senza problemi: il passaggio è autorizzato].   Scendiamo tenendoci sulla sinistra per una strada che in primavera ha fondo erboso.
Da qui in poi il panorama che ci sta di fronte è davvero grandioso, e spazia dai monti sopra Livorno ai monti Pisani, alle pianure tra Pisa e Livorno, a quella lucchese, alle colline versiliesi.
Entriamo nel bosco compiendo due tornanti e poi pieghiamo decisamente a sinistra uscendo ai margini di un bosco: sotto di noi campi a foraggio e, più sotto, una casa colonica con un vigneto di recente impianto.   Qui, se possibile, il panorama è ancora più spettacolare.   Continuiamo a costeggiare il bosco sino a trovare un sentiero che scende a destra immettendosi sullo sterrato al servizio della azienda.  Scendiamo rapidamente per sterrati nel bosco: attenzione a distinguere i segni ai vari incroci che troviamo.  Più in basso la strada si fa asfaltata sino a raggiungere in fondo la via delle Gavine ricongiungendoci con il percorso della Via Francigena.

In breve arriviamo al borgo di San Macario in Piano.  Lasciamo la strada principale e, al centro di una curva, prendiamo a sinistra (attenzione ai segni biancorossi!!) e seguiamo la stradina che ci porta a raggiungere il terrapieno di un torrente.  Seguiamo la strada (ma possiamo camminare anche su una pista alla sommità del terrapieno) sino a raggiungere la riva del Serchio ed il ponte storico che lo attraversa: all’inizio troviamo una grande croce della passione (km 10,6).
Attraversiamo il ponte: al termine voltiamo a sinistra e percorriamo una gradevole e tranquilla pista ciclopedonale lungofiume che ci porterà in prossimità di Lucca.  Troviamo panchine, aree di sosta, fontane, luoghi ombreggiati.  Arrivati all’altezza di ponte metallico bianco (km 13,9) abbandoniamo la pista voltando a destra.  Passiamo accanto ad in tiro a segno e al termine di un rettilineo di quasi 500 metri voltiamo a sinistra.  Da qui e fino all’ingresso di Lucca dobbiamo prestare attenzione ai segnali biancorossi che ci guidano ad attraversare il quartiere Sant’Anna per una serie di strade urbane generalmente trafficate, a volte (ma non sempre) provviste di marciapiedi.   Il nostro obiettivo è la porta San Donato che dà accesso all’antica città fortificata.  La attraversiamo e ci troviamo in un grande piazzale: pieghiamo a destra sino ad incrociare Via San Paolino che corrisponde all’antico decumanus maximus romano, la via principale che ancora oggi attraversa la città.  La percorriamo sino ad arrivare in piazza San Michele con la sua meravigliosa chiesa (km. 16,3).

SECONDA SEMITAPPA – Da Lucca a Lammari – km 8,2

porta San Gervasio a Lucca

Dalla Piazza San Michele proseguiamo nella stessa direzione su Via Roma, poi via Santa Croce che ci porta a uscire dalla antica Porta San Gervasio. Qui troviamo l’antico fosso che da secoli porta in città l’acqua del Serchio.  Percorriamo a sinistra la suggestiva Via del Fosso in tutta la sua lunghezza sino ad uscire dal centro storico attraverso Porta San Jacopo. Oltre il prato che circonda le mura seguiamo a sinistra Viale Agostino Marti.  Prima di arrivare ad una grande rotatoria lo attraversiamo e imbocchiamo a destra Via Matteo Civitali che seguiamo nel primo tratto rettilineo (500 metri).  Osserviamo una serie di belle ville in stile Liberty.   Raggiungiamo ed attraversiamo via del Brennero: al termine dobbiamo fare una doppia curva, prima a sinistra e poi a destra: è uno snodo viario molto trafficato: quindi prestiamo attenzione.   Passato questo punto ci troviamo già fuori dal centro abitato, lungo una strada di circonvallazione: ne percorriamo il primo rettilineo.   Al termine troviamo l’inizio del ponte sul Serchio: noi invece scendiamo a destra e imbocchiamo una tranquilla strada (Via della Macchia) che fiancheggia la riva del Serchio (km 18,9).
Camminiamo finalmente in pace e silenzio.  Scorriamo accanto a diversi impianti sportivi.   La strada diventa sterrata: poco dopo la lasciamo e imbocchiamo a destra uno sterrato che ci porta sino alla SS12 del Brennero che attraversiamo (attenzione perché c’è molto traffico!) proseguendo sulla tranquilla via Pasquinetti che ci porta ad un parcheggio.  Senza entrarvi scorriamo subito a sinistra seguendo una stradina che fiancheggia un capannone industriale.  Passato un gruppetto di case proseguiamo dritti su una stradina di campagna: attenzione che dopo 150 metri dobbiamo attraversare un fosso e proseguire a destra attraversando un campo.

Al termine attraversiamo i binari della linea ferroviaria Lucca/Aulla e proseguiamo sino ad arrivare in breve alla via dell’Acquacalda, fiancheggiata dal fosso che abbiamo già incontrato a Lucca.   La seguiamo a sinistra per 600 metri  facendo attenzione al traffico: la strada non ha un marciapiedi ma solo una minuscola banchina sul lato sinistro.
All’altezza di un bar (km 22,0) la attraversiamo e imbocchiamo via del Borghetto.   Da questo punto sino a Lammari percorreremo varie stradine mantenendo però la stessa direzione OVEST/EST: l’unica eccezione è la doppia curva che dobbiamo fare  quando arriviamo a San Cassiano a Vico.   Attraversiamo poi il borgo lungo via delle Ville, via del Muletto e via di Mezzo.  A seguire percorriamo una bella stradina in campagna che ci accompagna all’inizio dell’abitato di Lammari e alla sua Pieve. (km  24,5)

i servizi

Piazzano – San Macario in Piano – Ponte San Pietro
Bus linea 555 CTT Lucca – Vaibus collega Ponte San Pietro a Piazzale Verdi in Lucca.

Lucca
Trenitalia – linea Lucca – Aulla, linea Viareggio – Firenze, linea Pisa – Lucca – Pistoia.
Bus linea E15 CTT Lucca – Vaibus per Valpromaro – Camaiore.
Bus linea 61 CTT Lucca – Vaibus per San Cassiano Vico e Lammari.
Taxi – posteggio sulla piazza antistante la stazione ferroviaria.

San Cassiano a Vico (in prossimità di San Pietro a Vico)
Bus linea 61 CTT Lucca – Vaibus per Lucca e Lammari.

Lammari
Bus linea 61 CTT Lucca – Vaibus per Lucca.

Farmacia: Lucca, San Pietro a Vico, Lammari
Ospedale: Lucca

Bar: Lucca, San Pietro a Vico, Lammari
Ristoranti: Lucca, San Pietro a Vico, Lammari
Banca: Lucca, Lammari
Ufficio Postale: Lucca, Lammari
Stazione Ferroviaria: Lucca
Articoli sportivi: Lucca, Lammari
Alimentari e Supermercato: Ponte San Pietro, Lucca, San Pietro a Vico, Lammari
Servizio di assistenza meccanica alle biciclette: Lucca

LUCCA
Casa del pellegrino San Nicolao (0,4 km dal Duomo) – Via San Nicolao, 76 tel. 331.1311522 Accoglienza in tre camerette singole e quattro in due stanze più grandi con rispetto delle distanze. In prossimità di Porta San Gervasio e a 10 minuti a piedi da Piazza Anfiteatro. Struttura a donativo di proprietà dei Canonici Regolari Lateranensi e  gestita da volontari (Donatella) – aperto tutto l’anno. Dispone di area  attrezzata con tavolo, seggiole, frigorifero, forno a microonde e bollitore. Indispensabile prenotare.
Foresteria della Misericordia (0,6 km dal Duomo) Via C. Battisti, 2 tel. 0583.409546 luccaospitale@gmail.com – Al momento un appartamento con 4 posti letto, cucina, servizi a due passi dalla chiesa di San Salvatore in Mustolio, detta anche “della Misericordia”, donativo.
Pellegrinaio San Davino (1 km dal Duomo) Via San Leonardo, 12 tel. 0583.53576 – 366.1062641 sandavino@luccatranoi.it Un totale 11 posti con servizi e alloggio anche per disabili.

LAMMARI
Ospitalità parrocchiale San Jacopo Apostolo – Via Lombarda tel. 0583.961845 con trasferimento di chiamata. Per essere accolti negli edifici adiacenti la chiesa, contattare don Giovanni Romani al tel. 328.2935997. L’ostello è sempre aperto e sono pronte due stanze con tre letti l’una e i servizi in comune. In base alle richieste si possono aprire altre stanze e approntare altri letti. Ampio spazio esterno. Non c’è lavatrice ma l’uso di cucina e la possibilità di pasti condivisi. Adiacente c’è il circolo sportivo parrocchiale San Jacopo Tennis (tel: 0583 962037) dove si può mangiare qualcosa. E’ indispensabile AVVERTIRE del nostro arrivo almeno il giorno prima: non si usa il termine PRENOTARE  perché non è un albergo ma una casa di accoglienza per pellegrini a donativo. Don Giovanni spesso rifiuta il donativo e in tal caso raccomandiamo di voler lasciare il proprio contributo nella cassetta delle offerte nella chiesa; lui saprà cosa farne.

i luoghi

Lasciata Valpromaro e la valle della Freddana si incontrano i borghi di Piazzano e San Macario in Piano giungendo infine a Ponte San Pietro dove varchiamo il fiume Serchio. Ponte San Pietro prende la denominazione dal ponte sul Serchio che fu costruito nel decimo secolo per rendere più agevole il cammino di pellegrini e mercanti provenienti dalla costa. Venne distrutto in diverse occasioni, l’ultima nella seconda guerra mondiale ed è oggi decorato dalla statua di San Pietro che impugna la croce del martirio e le chiavi del regno dei cieli, posta proprio al centro, ideale protettore dei viandanti. Poco dopo si incontra l’abitato di Nave, posto sulla riva sinistra del Serchio, verosimilmente a memoria del  traghetto sul fiume istituito dal conte Eriprando nel IX secolo. Da allora il luogo fu chiamato “ad navem Eriprandi“. E’ questa l’area del Parco fluviale del Serchio, con il quale sono state recuperate e rivalutate le sponde del fiume che è ora uno spazio verde popolarissimo, dov’è possibile passeggiare, fare attività fisica e godere il proprio tempo libero.

Lucca è probabilmente la città che ospita il maggior patrimonio architettonico ed artistico in rapporto alla sua superficie.  Merita una visita di più giorni. Limitiamo quindi le indicazioni a ciò che si incontra sul percorso.
Entriamo nel centro storico dal capoluogo attraverso la Porta San Donato, la terza della cerchia rinascimentale, posta ad ovest della città. Percorrendo il tracciato dell’antico decumano si va da piazzale Verdi sino al lato opposto, attraversando Piazza San Michele già antico foro romano. Si giunge nei pressi della cattedrale di San Martino, meta del pellegrinaggio del Volto Santo, antico Cristo ligneo che la leggenda vuole scolpito dalla mano dello stesso Nicodemo. Simbolo della città sono le antiche mura che furono edificate nel periodo rinascimentale e si sono conservate integre fino ad oggi. Sono formate da dodici cortine a terrapieno, che congiungono tra loro undici baluardi, con paramento in laterizio, di dodici metri d’altezza e trenta di larghezza alla base. Sviluppano una lunghezza di oltre quattro chilometri interamente percorribili, e sono il miglior luogo del passeggio per residenti e turisti che da li hanno una bella visuale dei campanili, delle chiese e delle torri che emergono dai tetti della città.
In piazza Verdi è situato l’ufficio informazioni turistiche che propone la visita ai molti monumenti e luoghi caratteristici. Un elenco molto essenziale prevede il complesso della Cattedrale di San Martino e di Santa Reparata, San Michele in Foro, San Frediano e il complesso conventuale di San Francesco; i musei nazionali di Palazzo Mansi e di Villa Guinigi; la piazza dell’anfiteatro e il giro delle mura. Lo stesso ufficio svolge il servizio di timbratura e rilascio delle credenziali ai pellegrini.
Per maggiori informazioni: https://it.wikipedia.org/wiki/Lucca

San Pietro a Vico

E’ un quartiere periferico della citta di Lucca. Piuttosto decentrata rispetto al borgo la piccola stazione ferroviaria è una delle più antiche della ferrovia Lucca-Aulla, risalendo alla costruzione del primo tronco inaugurato il 11 febbraio 1892. Tra il 1883 al 1932 era servita dalla tranvia Lucca-Ponte a Moriano. Era importante scalo merci ed un binario collegava alla rete il vicino Molino Pardini, ora archeologia industriale. Poco più avanti in direzione di Lammari, incontriamo

San Cassiano a Vico

Una pieve eretta nell’VIII secolo su un’isola fluviale creata dal Serchio nella zona chiamata Vicus Insularis. Un tratto di paramento murario medievale, databile al XII secolo, è integrato nella muratura della chiesa attuale. La chiesa conserva al suo interno maestosi altari settecenteschi; di particolare rilievo è il maggiore, completato da un dossale con drappeggi realizzati in stucco. A un altare del fianco destro è conservato un affresco della seconda metà del Quattrocento che raffigura la venerata Madonna del soccorso con i Santi Sebastiano e Nicola da Tolentino. Dietro l’altar maggiore è una tavola di Michelangelo di Pietro con la Madonna in trono tra i Santi Cassiano e Biagio.

La Pieve di Lammari, denominata PLEBS SANCTAE MARIAE DE LAMMARI ebbe origine nel 904 e subì nel corso dei secoli profonde trasformazioni: nel XII secolo venne ricostruita, furono installate porte di marmo e realizzata una serie di archetti; nella metà del XV secolo venne parzialmente rivestita in pietra calcarea; nel XVIII secolo fu rialzata e dotata di cupola e transetto. La facciata e il lato sinistro sono le uniche parti che conservano tracce del paramento originario, con resti dell’apparato decorativo. La facciata presenta un portale quattrocentesco di Marco da Como (1456), sopra il quale si trovano tre bassorilievi che in origine facevano parte della tomba del pievano Lieto, scolpiti da Biduino nella seconda metà del XII secolo.  La parte bassa del campanile è in conci di pietra, mentre quella superiore è in mattoni.

All’interno del tempio è possibile vedere il tabernacolo con Cristo in Pietà di Matteo Civitali (1496-1501), un San Leonardo in terracotta della seconda metà del XVI secolo, due angeli in marmo collocati nella cappella dei Santissimo, il fonte battesimale e il tabernacolo dell’acqua benedetta appartenente alla scuola del Civitali (1504). Tra i dipinti contenuti nella chiesa spicca una tavola raffigurante la Madonna con bambino tra i santi Nicola, Bartolomeo e Antonio abate attribuita all’artista Agostino Marti. E’ inoltre presente una Natività di Gherardo delle Catene. Oltre alle opere d’arte di cui sopra, la pieve conserva un prezioso organo di Domenico Cacioli, risalente alla seconda metà del Seicento.

lungo il percorso

Le Croci della Passione sono croci devozionali che portano dipinti o sagomati i simboli della Passione, tra i quali le tenaglie, i 3 chiodi, il martello, il flagello, i dadi, la corona, la colonna, la scala, il titolo (INRI), il guanto, l’ostia, il calice, la canna con la spugna, la lancia, un tratto di corda, un gallo, e altri ancora.    Sono collocate di preferenza lungo le strade, negli incroci, davanti alle chiese.
Hanno dimensioni variabili da 1 a 2,50 metri e sono realizzate in legno o in ferro.
Si trovano in diverse parti d’Italia ma in modo particolare sono diffuse nella Lucchesia e nell’area Pistoiese.   Furono collocate tra la prima parte del XIX secolo e l’inizio del XX a seguito dell’attività pastorale dei padri “Passionisti”, appartenenti alla Congregazione della Passione di Gesù Cristo, fondata alla metà del secolo XVIII da San Giovanni della Croce e che ha come principale missione quella di  propagare la devozione alla Passione di Gesù.

VECOLI o VECOLE nella Valle del Serchio – Una solitaria Pieve romanica dedicata alla Santissima Annunziata con un piccolo cimitero ed un casale, posta in posizione da cui si gode uno splendido panorama. Posizionata sulla cresta della collina che separa la valle della Freddana da quella della Contessora. Anticamente era una  parrocchia e nel 1832 contava ben 142 abitanti. Un luogo magico che invita ad una sosta di meditazione.

Uscendo da Lucca ci troviamo a percorrere Via Civitali, una strada trafficata che offre una carrellata di belle ville in stile liberty. Furono edificate verso i primi del 900 a seguito di una lottizzazione disposta per dare ordine agli spalti fuori le mura, ed accolsero famiglie della ricca borghesia. Un tripudio di art noveau, anche negli opifici e nelle botteghe. Al civico 234, la celebre Villa Ducloz, del 1903, immersa in un grande giardino, notevole esempio di questo stile.
http://www.italialiberty.it/gaetanoorzali/
http://www.italialiberty.it/liberty-lucchese-con-villa-ducloz-barsanti/
http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Ducloz-Dianola

Un tratto del percorso che non mancherà di colpire è lo stretto canale che ci accompagna per un lungo tratto; questa è la Via del Fosso, una delle strade più caratteristiche di Lucca, A scopo di difesa, Il canale fu realizzato nel 1376, seguendo il tracciato delle mura ancora riconoscibili per la presenza di due delle porte della cinta medievale ancora esistenti, quella di Borgo e quella di san Gervasio.
L’acqua del fossato era utilizzata dai molti laboratori artigianali posti ai suoi margini ed in particolare da quelli che lavoravano la seta. Lucca fu un centro di eccellenza per la produzione serica, qui vennero progettate ed attuate nuove tecniche di lavorazione proprio in forza dell’impiego dell’energia idraulica. Uno sguardo attento permette di osservare che ai lati del fosso vi è una particolare tipologia di fabbricati, riferibile alle attività della seta: in particolare le altane  aperte ai piani alti, usate per stendere il filato, ed i locali coperti da volte a crociera al piano terra per consentire l’uso di particolari  congegni meccanici mossi dall’acqua del canale. Il fosso era parte integrante dello scenario produttivo ed è facile immaginare la strada animata dai lavoranti con le matasse disposte sui i muretti dei fossi ad asciugare.

Le due fontane neoclassiche situate nei pressi dello slargo della Madonna dello Stellario e della Porta san Gervasio furono progettate nel 1822 dall’architetto Lorenzo Nottolini.

Uscendo in direzione sud, nei pressi della rampa di accesso alle Mura, c’è l’ingresso dell’ottocentesco Orto Botanico e alla fine di Via dei Fossi, il canale si interra sotto il corso Garibaldi. L’area di Lucca che interessa Piazza San Francesco, Via del Fosso, Via della Zecca, Porta dei Borghi, ha avuto recentemente una vivace rinascita culturale e commerciale.